DER WEG NACH DER WENDE - LA STRADA PER LA SVOLTA

Regia: Carlo Roncaglia


Le porte continuano a rimanere chiuse.
Il pubblico attende impaziente davanti all'ingresso.
il popolo si accorge che una transenna lo ha diviso in due metà.
Lo spettacolo si propone di far vivere al pubblico attraverso un coinvolgimento diretto, sin dall'inizio, la "separazione" e il senso di oppressione che qualsiasi muro, innalzato per dividere e isolare, porta con sé. Partendo dalla Storia del Muro di Berlino, la nostra, è un'indagine sulla libertà. Ma è anche una parabola sul concetto di fede e sui totalitarismi.

Ora il governo del popolo
si è fatto religione di stato
e noi osserviamo le sue leggi
perché ci ha promesso il paradiso in terra.

La sera del 9 novembre 1989 Rufus Rebhuhn, da poco ex studente di professione, sedeva nel suo appartamento in un vecchio edificio annerito del quartiere berlinese di Prenzlauer Berg, e guardava in televisione il notiziario, senza dubbio il più gravido di conseguenze di tutta la sua vita. Poco prima di mezzanotte, la città era immobilizzata dal gelo. Scostante e fredda come una cantina, si ritirava fra i corridoi ghiacciati delle sue strade ampie, i canali verniciati di nero, si strusciava contro gli scheletri dei castagni spogli, si trincerava dietro i muri dei cimiteri e le aree riedificate sulle macerie, strisciava sui marciapiedi e sui binari. Solo i suoi abitanti, per una volta, erano esclusi da quel gelo. La vecchia, solida struttura in acciaio al nichel della Bornholmer Brücke, il ponte che portava a Berlino ovest, quella notte portò migliaia di persone infervorate, istigate a vivere un clima da capodanno precoce. Quel ponte, per l'appunto: con i suoi archi possenti, disposti per lungo e per largo, prominenze dentate, non somigliava forse a fauci che la gente imboccava esultante come il tunnel dell'orrore nelle fiere? L'alito delle fiabe e delle leggende aveva sfiorato anche il nome che portava ufficialmente dal dopoguerra. La strada per la libertà passava dal Böse-Brücke – chiamato così in memoria di un eroe della resistenza comunista.

 

di Davide Carnevali

Con 
Elena Aimone
Roberta Calia
Yuri D'Agono
Pablo Gastòn Franchini

Regia di Carlo Roncaglia 
una produzione IL MULINO DI AMLETO/TEATRO DEGLI APPESI - ACCADEMIA DEI FOLLI
QUARTIERI DELL'ARTE (Viterbo)
con il sostegno del GOETHE INSTITUT ROM

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