KVETCH (PIAGNISTEI)

 di STEVEN BERKOFF

Tutti noi viviamo con l’incubo delle bombe – del cancro – della disoccupazione – dell'impotenza – delle bollette – dei vuoti di memoria – di ingrassare – di essere stupidi – paura di fallire – di esporsi – di non capire una barzelletta… - motivo per cui questa commedia è dedicata a chi ha paura

Kvetch, parola ebraica che significa piagnisteo, è il titolo della pièce di Steven Berkoff. Una commedia graffiante e comica; una farsa tragica; un affresco amaro di varia umanità, inquietante ed allo stesso tempo tenero. Poetico, triviale, urticante. Un viaggio affatto consolatorio nell'animo umano. Un girotondo di lamenti, di grida soffocate, di sogni di fuga, di furie represse che non trovano mai sfogo; una risata disperata e sguaiata che implode nell'intimo dei pensieri. Berkoff mette in scena cinque personaggi, fra loro legati, un vero e proprio campionario di desideri inconfessabili: la moglie, casalinga frustrata, che sogna di essere violentata da due spazzini; il marito, piazzista, con pulsioni omosessuali; la suocera, una vecchia ingombrante e fastidiosa; il problematico collega abbandonato dalla moglie; l'uomo d'affari con l'ansia da prestazione sessuale. E li fa parlare, parlare, parlare. Ma le loro parole non vanno quasi mai d'accordo con i loro pensieri che, come in un flusso di coscienza, ci vengono sbattuti senza riguardo in faccia. C'è da chiedersi però quale sia la voce a cui dar retta - quella più vera – e dove realmente risiedano le convenzioni. In ciò a cui uno è portato a pensare o nell’effettivo suo comportamento? Già, c'è una voglia matta di piangersi addosso. Ciò che si intende mettere in scena è la profonda e universale insoddisfazione che cova in ogni personaggio. L'ambientazione è perciò quanto più possibile simbolica e atemporale. Una casa angusta in cui tutti vivono forzatamente vicini, inscatolati, dove il bagno confina con la cucina e la camera da letto, e tutti si dividono la coperta. I personaggi in scena sono tutti sotto un'unica cupola: una casa-contenitore che è il mondo e cinque insipide, grottesche esistenze in rappresentanza dell’umanità.

 

con
Lorenzo Bartoli
Enrico Dusio
Gianluca Gambino
Francesca Porrini
Carlo Roncaglia

traduzione Giuseppe Manfridi e Carlotta Clerici
scene e costumi Federica Perone, Silvia Palazzini e Marina Bison
musiche Enrico De Lotto
fonica Valter Schiavone
luci: Piero Basso
direzione di allestimento Giacomo Cuppari

regia Carlo Roncaglia

 

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    Carlo Roncaglia

    Regista attore e musicista diplomato nel 1997 presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, partecipa ad un workshop teatrale internazionale con tournée in Romania, Danimarca, Svezia e Norvegia. Recita tra gli altri con Giancarlo Cobelli, Gabriele Lavia, Mauro Avogadro, Eugenio Allegri. Nel 2000 fonda la Compagnia di Musica-Teatro Accademia dei Folli della quale è direttore artistico e per la quale cura le regie degli spettacoli teatrali. È anche doppiatore e attore televisivo e cinematografico.

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    Enrico Dusio

    Attore diplomato alla scuola del Teatro Stabile Di Torino, diretta da Luca Ronconi, lavora attivamente dal 1994 interpretando ruoli da primo attor giovane in grandi compagnie come la Pagliai-Gassman, Malfatti, Albertazzi. Nel 1999 diventa doppiatore ed entra a far parte del cast della trasmissione tv “La Melevisione”. Nel 2000 diventa socio fondatore della Compagnia di Musica-Teatro Accademia dei Folli. Partecipa a varie produzioni cinematografiche e televisive. Conduce laboratori teatrali nelle scuole elementari e medie.

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    Francesca Porrini

    Diplomata alla scuola del Teatro Stabile del Veneto (1999), vive a Torino dove nel 2003 si diploma alla scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Mauro Avogadro. Continua la sua formazione con laboratori diretti da Pierre Byland, Piero Maccarinelli, Gabriella Bartolomei. Tra le produzioni a cui ha partecipato, Chie Chan ed io di Banana Yoshimoto, La testa del profeta di Elena Bono, Fedra di Euripide, Molto rumore per Nulla per la regia di W.Le Moli, Così è se vi pare per la regia di A.Averone e in Sogno di una notte di mezza estate per la regia di W.Le Moli.

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    Gianluca Gambino

    Si diploma presso la scuola del Teatro Stabile di Torino, lavora con Mauro Avogadro, con il gruppo di ricerca Archivo Zeta, con sede a Firenze, fondato da Gianluca Guidotti, lavora in Francia con Dominique Pitoiset per il Teatro di Bordeaux, partecipa al Progetto Shakespeare, lavorando con Jean-Cristophe Sais e con Mamadou Dioume, attore di Peter Brook, all’interno delle manifestazioni per le Olimpiadi Invernali 2006, lavora con Luca Ronconi, appare in spot pubblicitari, fictions e films.

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    Lorenzo Bartoli

    Si diploma alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino nel 2003. Successivamente frequenta la scuola di perfezionamento “Centro teatrale Santa Cristina” diretta da Luca Ronconi e continua la sua formazione con Jiulie Stanzak, Franco di Francescantonio, Marcel Marceau, Gabriella Bartolomei. Vince “Prova d’attore “ , teatro Tangram Torino. Riceve la menzione speciale per “Giovani Realtà del Teatro”, Accademia Nico Pepe. Recita con registi come L. Ronconi, V. Binasco, C. Rifici, M. Avogadro, D. Pitoiset, H. Brockhaus, W. Le Moli.

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