CAVE!

Regia: Carlo Roncaglia

"Cave", per il vocabolario della lingua italiana, è il plurale di "cava", che al significato 1 è lo "scavo per l'estrazione di materiali da costruzione". La miniera, insomma. Invece per il dizionario di latino "cave!"è l'imperativo di un verbo che vuol dire "sta' attento, c'è un pericolo da qualche parte, qualcosa che ti minaccia". (Un dobermann al di là del cancello, per esempio, se dopo "cave" c’è scritto "canem"). Infine "Cave!", proprio in questo senso di "Pericolo!", è il titolo del primo radiodramma della storia della radio, guarda caso ambientato all'interno di una cava, al buio. Anche una giovane coppia si trova all'interno di una cava, anzi di una ex cava. Li accompagna un minatore che lì dentro ci ha lavorato per trent'anni, e continua a lavorarci anche oggi che le miniere sono state chiuse: adesso come guida però. Tutta quella storia su "cave" che significa "miniere" ma anche "pericolo!" è il suo cavallo di battaglia, il pezzo con cui ogni volta dà il benvenuto ai visitatori. Inizia la discesa nel ventre della terra, e insieme a quella anche il racconto dell'ex minatore, che di quel ventre conosce ogni cunicolo e galleria. Si cercano le tracce del lavoro dell'uomo, come un tempo l'uomo cercava i filoni di marna che venavano la terra. Sembra incredibile, ma proprio lì, in quei pochi metri scavati nella roccia, a mezzogiorno, un mezzogiorno che era buio come le tre di notte, i minatori si sedevano per terra e facevano pranzo, gomito a gomito, i volti illuminati dai piccoli fari dei caschi. Laggiù invece c’era un condotto di aerazione, uno dei pochi per la verità, che scavare un pozzo costava fatica e soprattutto denari, e i padroni dicevano che non ne valeva la pena solo per dare aria buona ai minatori. E ai due giovani questi minatori sembra ormai di vederli, tanto sono vivi i racconti che ascoltano, sembra di poter sentire le loro parole attraverso la voce della guida, moltiplicata dall’eco della cava in mille voci diverse, in mille. All'improvviso una tremenda esplosione, poi le grida, e il buio. I tre restano bloccati dentro la cava. Lontano, un rumore d’acqua che scorre, che avanza verso di loro...

di Emiliano Poddi

Con

Lorenzo Bartoli
Enrico Dusio
Gianluca Gambino
Francesca Porrini

drammaturgia Emiliano Poddi
musiche Enrico De Lotto
fonica Marco Schiavone
luci Piero Basso
direttore di allestimento Giacomo Cuppari

regia Carlo Roncaglia

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    Enrico Dusio

    Attore diplomato alla scuola del Teatro Stabile Di Torino, diretta da Luca Ronconi, lavora attivamente dal 1994 interpretando ruoli da primo attor giovane in grandi compagnie come la Pagliai-Gassman, Malfatti, Albertazzi. Nel 1999 diventa doppiatore ed entra a far parte del cast della trasmissione tv “La Melevisione”. Nel 2000 diventa socio fondatore della Compagnia di Musica-Teatro Accademia dei Folli. Partecipa a varie produzioni cinematografiche e televisive. Conduce laboratori teatrali nelle scuole elementari e medie.

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    Francesca Porrini

    Diplomata alla scuola del Teatro Stabile del Veneto (1999), vive a Torino dove nel 2003 si diploma alla scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Mauro Avogadro. Continua la sua formazione con laboratori diretti da Pierre Byland, Piero Maccarinelli, Gabriella Bartolomei. Tra le produzioni a cui ha partecipato, Chie Chan ed io di Banana Yoshimoto, La testa del profeta di Elena Bono, Fedra di Euripide, Molto rumore per Nulla per la regia di W.Le Moli, Così è se vi pare per la regia di A.Averone e in Sogno di una notte di mezza estate per la regia di W.Le Moli.

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    Gianluca Gambino

    Si diploma presso la scuola del Teatro Stabile di Torino, lavora con Mauro Avogadro, con il gruppo di ricerca Archivo Zeta, con sede a Firenze, fondato da Gianluca Guidotti, lavora in Francia con Dominique Pitoiset per il Teatro di Bordeaux, partecipa al Progetto Shakespeare, lavorando con Jean-Cristophe Sais e con Mamadou Dioume, attore di Peter Brook, all’interno delle manifestazioni per le Olimpiadi Invernali 2006, lavora con Luca Ronconi, appare in spot pubblicitari, fictions e films.

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    Lorenzo Bartoli

    Si diploma alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino nel 2003. Successivamente frequenta la scuola di perfezionamento “Centro teatrale Santa Cristina” diretta da Luca Ronconi e continua la sua formazione con Jiulie Stanzak, Franco di Francescantonio, Marcel Marceau, Gabriella Bartolomei. Vince “Prova d’attore “ , teatro Tangram Torino. Riceve la menzione speciale per “Giovani Realtà del Teatro”, Accademia Nico Pepe. Recita con registi come L. Ronconi, V. Binasco, C. Rifici, M. Avogadro, D. Pitoiset, H. Brockhaus, W. Le Moli.

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