I COSTRUTTORI DI IMPERI

Regia: Carlo Roncaglia

Quattro "profughi", quattro cellule impazzite, forse parto di un'unica mente, fuggono da qualcosa o qualcuno; un Rumore, un segnale di pericolo scandisce i loro spostamenti da un piano ad un altro, da un appartamento ad un altro, da un mondo ad un altro. Ogni trasloco porta ad una situazione più scomoda, lo spazio è sempre più angusto, gli oggetti vanno inevitabilmente persi, dimenticati insieme ai "ricordi di tutta una vita", abbandonati per sempre in angoli bui. E nel "viaggio" gradualmente e logicamente vengono a perdersi - senza traumi - anche i componenti della famiglia.

"Cosa fa un uomo solo nel suo… ritiro?" Riscrive la sua vita, ripercorrendone le stazioni, modificando, magari, gli errori commessi. La reinventa tentando di dare giustificazioni, trovando una nuova logica, anche se completamente assurda, si costruisce dei "solidi" alibi e delle "cause di forza maggiore". Il rumore è senza dubbio una grande trovata; misteriosa e assiomatica calamità, che maschera quei cortocircuiti nervosi, quei vuoti, quegli angoli oscuri in cui si relega tutto ciò che non si vuole vedere o ricordare. Il rumore è la causa di tutto: della solitudine, dell'inutilità, di tutti fallimenti e delle occasioni mancate per conquistarsi, seppur tardivamente, un'umanità degna di questo nome. E così questo "uomo solo" ricorda di aver avuto una famiglia, o più probabilmente, dà forma famigliare a quelle voci che dall'infanzia vivono nel suo cervello e che, durante il percorso di una vita, sono state messe a tacere. Quindi la moglie Anna, la figlia Zenobia, il fedele servo Cruche, il vicino di casa, non sono mai esistiti, o forse sì ma sicuramente in altri contesti e sotto altre forme. Non certo qui e ora. Fantasmi, manichini animati dall'immaginazione di un uomo giunto al suo capolinea di fronte a se stesso ed alle sue miserie. Il progressivo straniamento, la perdita del comune senso della realtà, l'autoisolamento. L'ironia tagliente che pervade il testo non fa che evidenziare il grottesco, la deformità della situazione. Per questo si è lavorato sull'astrazione e non sul realismo, cercando di estrapolare il disagio archetipico dei personaggi al di là di ogni distinzione di età e di sesso.

di Boris Vian
Con
Enrico Dusio 
Gianluca Gambino 
Sax Nicosia 
Gilda Postiglione

traduzione Massimo Castri
scene e costumi Carola Finocchio
musiche originali Enrico De Lotto
luci di Piero Basso
direzione degli allestimenti Alberto Giolitti

regia Carlo Roncaglia

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    Enrico Dusio

    Attore diplomato alla scuola del Teatro Stabile Di Torino, diretta da Luca Ronconi, lavora attivamente dal 1994 interpretando ruoli da primo attor giovane in grandi compagnie come la Pagliai-Gassman, Malfatti, Albertazzi. Nel 1999 diventa doppiatore ed entra a far parte del cast della trasmissione tv “La Melevisione”. Nel 2000 diventa socio fondatore della Compagnia di Musica-Teatro Accademia dei Folli. Partecipa a varie produzioni cinematografiche e televisive. Conduce laboratori teatrali nelle scuole elementari e medie.

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    Gianluca Gambino

    Si diploma presso la scuola del Teatro Stabile di Torino, lavora con Mauro Avogadro, con il gruppo di ricerca Archivo Zeta, con sede a Firenze, fondato da Gianluca Guidotti, lavora in Francia con Dominique Pitoiset per il Teatro di Bordeaux, partecipa al Progetto Shakespeare, lavorando con Jean-Cristophe Sais e con Mamadou Dioume, attore di Peter Brook, all’interno delle manifestazioni per le Olimpiadi Invernali 2006, lavora con Luca Ronconi, appare in spot pubblicitari, fictions e films.

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    Sax Nicosia

    Attore e cantante diplomato nel 2000 presso la Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino fondata da Luca Ronconi. Lavora in teatro in numerosi allestimenti sotto la regia, tra gli altri, di Mauro Avogadro, Davide Livermore, Carlo Roncaglia, Giancarlo Cobelli, Ugo Gregoretti. Molte le sue collaborazioni in radio con Sergio Ferrentino. Lavora nel cinema con Luis Nero (Pianosequenza, Hans, La rabbia), Maxì Dejoie (The Gerber Syndrome), Maria Sole Tognazzi (L'uomo che ama). Numerose partecipazioni a fiction e sit-com televisive.

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