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WILD YEARS - TOM WAITS

19 Agosto 2020 | , Meina

Piazzetta nuova O Piazza del Centro Culturale Canton Balin.
ore 21.30
Regia: Carlo Roncaglia - Genere: Musica-Teatro

con Carlo Roncaglia
e con Enrico De Lotto - contrabbasso, Paolo Demontis - armonica, Max Altieri - chitarra, Matteo Pagliardi - batteria 

testo Emiliano Poddi, Carlo Roncaglia
luci e fonica Loris Spanu, Fabio Bonfanti
 

Biglietti
cassa 15€ (pagamento solo in contanti)
online 14€ (compresi diritti di prevendita e commissione)

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Scheda spettacolo


Chi è Tom Waits?

Un musicista? cantante? Un poeta? Un attore? Uno scrittore? Un clochard con la gola distrutta da troppe sigarette? Un romantico alcolizzato con la voce di un predatore sociopatico, uno che dalla pizzeria Napoleone di National City, California, sognava Dylan e Kerouac, abbracciava l’antiamericanismo di Bukowski e che in poco tempo avrebbe fatto incontrare idealmente Kurt Weill e Captain Beefheart, Federico Fellini e Francis Ford Coppola.

Forse Waits è tutte queste cose insieme e nessuna di esse. Il critico musicale Daniel Durchholz descrisse la voce di Waits come se fosse stata immersa in un tino di whisky, poi appesa in un affumicatoio per qualche mese e infine portata fuori e investita con una macchina. Roberto Benigni, suo amico da un trentennio, racconta: «Ci conoscemmo sul set di Daunbailò di Jim Jarmusch nell’86. Era così timido che ci parlammo solo dopo venti giorni».

Wild Years non è una biografia in musica su Tom Waits: l’artista americano è sempre stato molto abile a nascondersi dietro i cancelli della sua vita privata e tutti i biografi che hanno cercato di avvicinarsi a lui non si sono mai scrollati di dosso quella antipatica sensazione di essere stati  sgraditi ospiti. Dunque saranno i protagonisti dei sui brani a raccontarci questo straordinario personaggio che da più di quarant'anni influenza centinaia di artisti.

Un lupo mannaro innamorato che ulula nella notte di un quartiere malfamato, un clown vestito di stracci che parla all'ultima goccia di whisky rimasta nella bottiglia. Un giocoliere di parole fermo ad un incrocio, un  terremoto che scuote le fondamenta dell'anima con la leggerezza di una piuma.