MADAME BOVARY C'EST MOI

MADAME BOVARY C'EST MOI

Regia: Carlo Roncaglia

Materiale

Abbiamo messo insieme sullo stesso palco Emma Bovary e il suo alter ego, il personaggio e l’autore. Poi arriva anche Charles, ed è normale, trattandosi del consorte di Emma. Poi però si presenta anche un giovane studente di giurisprudenza e la situazione si complica.

"Madame Bovary c'est moi!"

In realtà non è affatto sicuro che Gustave Flaubert abbia mai pronunciato questa frase. Quel che è invece certo è che moltissimi anni dopo, quando insegnava in una scuola di Napoli, Domenico Starnone assegnò la lettura di Madame Bovary alla sua classe come compito per l’estate. Ebbene, alla ripresa delle lezioni una ragazzina alzò la mano e chiese a Starnone: “Professò, ma perché mi avete dato da leggere la storia di una cretina?”

Cosa risulta dalla combinazione di queste due frasi? Quella della ragazzina napoletana e quella dello scrittore francese. Be’, di sicuro non che Flaubert fosse un cretino. E allora cos’altro?

Nel tentativo di scoprirlo, abbiamo messo insieme sullo stesso palco Emma Bovary e il suo alter ego, il personaggio e l’autore. A un certo punto arriva anche Charles, ed è normale, trattandosi del legittimo consorte di Emma. Poi però si presenta anche un giovane studente di giurisprudenza, tale Léon, e la situazione si complica. Per non parlare di quando sulla scena irrompe pure Rodolphe, un ricco proprietario terriero, abile seduttore…