DALL'ALTRA PARTE

studio/reading sull'omonima pièce di Ariel Dorfman. 

Un marito e una moglie separati in casa dalla guerra. Protagonisti dell'ultima pièce di Dorfman sono Atom e Levana: trent'anni di matrimonio, vivono in una piccola casa di campagna sotto le bombe di una guerra tra due paesi confinanti. Finalmente la guerra finisce, ma il nuovo confine passa in mezzo alla loro casa e per andare dalla cucina al bagno bisogna mostrare il passaporto alla guardia kafkiana che controlla, giorno e notte, la vita della coppia. Perfino il letto è diviso in due e per trovare un momento di intimità i due protagonisti vi si devono nascondere sotto, nei pochi momenti in cui la guardia è distratta. E poi questa guardia ha un'aria familiare che assomiglia a un senso di colpa: non sarà il figlio che anni prima i due genitori avevano messo alla porta? Con questo lavoro, Dorfman organizza una rappresentazione a metà fra il realismo di una situazione «balcanica» (o israeliano-palestinese o, pensando al passato, berlinese) e la sua trasfigurazione allegorico-metafisica. C'è un’immensa solitudine e ben più di un solo muro in questa pièce... e ci sono molti interrogativi volutamente lasciati in sospeso; ci sono speranze, rimpianti, paure, sogni e incubi. Lo spazio, una sorta di no men's land, è forse più un luogo metafisico, una condizione dell'anima, piuttosto che una simbolica striscia di confine tra due paesi in guerra. I personaggi sono, in qualche modo, costretti ad una vita "in scatola" senza avere apparentemente alcuna possibilità di scelta; anche se ognuno reagisce in modo differente, tutti e tre sono in perenne ricerca di una via di fuga e di salvezza, ma un muro, qualsiasi muro richiede molta forza per essere abbattuto.

traduzione di Alessandra Serra

 

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